giovedì, febbraio 28, 2008

A SARAH...



Occhi più furbi di una volpe dal manto argentato
Guance lisce e carnose, fanno tenerezza in questo mondo fasullo
Sorrisi ingenui, ma fortunatamente sinceri
Mani che si muovono ritmicamente
al suono di una dolce filastrocca
Sguardi curiosi mi fanno pensare al futuro
Potesse fermarsi così la vita...
...Non saremmo quello che siamo


Parole dal cuore, scritte una ventina d'anni fa, per Sarah mia nipote.
Allora era una bimba tenera e dagli occhi splendidi.
Il tempo scorre rapido, la vita non si ferma.
Viaggiamo travolti da acque impetuose, ci vuole testa, muscoli e coraggio.
Ora è più bella che mai.
E dimostra di avere una qualità rara, almeno per i giovani d'oggi. Una maturità non comune per una ragazza di ventidue anni.
Adesso sei una donna, ed io il tuo solito zio.
In bocca al lupo, che il tuo viaggio sia sempre privo di ostacoli, e se ne troverai sono certo che avrai testa, muscoli e coraggio...Un abbraccio zio Alberto.



mercoledì, febbraio 20, 2008

LA FRASE DEL GIORNO

Se uno riesce a gettare un ponte tra la vita e la morte, se riesce cioè a vivere anche dopo morto, forse allora è stato un grand'uomo.
James Byron Dean

lunedì, febbraio 18, 2008

THE ATOMIC FLY


Certo non è Pozzecco, ma il soprannome le calza a pennello.
Gaia, 6 anni da poco compiuti, ha cominciato a giocare a minibasket.
Era indecisa, ma alla fine la scelta è caduta sul "vizio" di famiglia. Papà, mamma, e per ultima Serena. Nessuno di noi l'ha spinta verso la palla a spicchi, l'importante è che praticasse uno sport divertendosi, e se di basket si tratta meglio così!
Sperando che possa ereditare i pregi di ognuno di noi, magari anche qualcosa dello zio Lory alias il Magnifico. Tutti giocatori d'altri tempi, ma niente da invidiare a quelli attuali, magari solo l'età. Dunque un sincero in bocca al lupo alla piccola Gaia, gli esempi da seguire e il suo illustre nomignolo fanno ben sperare, e se son rose....fioriranno!

venerdì, febbraio 15, 2008

LA FOTO DEL GIORNO (per Marco Pantani)


Lissone (MI), pochi minuti alla partenza della Coppa Agostoni...Una quindicina di anni fa, in compagnia di un "giovane pirata".

giovedì, febbraio 14, 2008

A RUOTA DEL PIRATA


Sono passati 4 anni, propio oggi.
Ricordo quella sera, già dormivo. "Alberto svegliati, è morto Pantani!". Confuso, non capivo, non poteva essere vero. Rimasi così, incredulo, inebetito dalla notizia.
Davanti a voi un tifoso di Marco, una volta lo definii così:" l'uomo venuto dal mare, re della montagna, affogato nella vita". Mi sono entusiasmato per le sue imprese, come milioni di persone, non poteva essere altrimenti. Ricordo tutto. Ma quello che mi passa per primo davanti agli occhi ogni volta che penso al pirata, è quello che mi accingo a raccontare.
Luglio 2001, Pinarella di Cervia, fu quella la mia meta estiva per un paio di settimane di vacanza con la famiglia. Naturalmente trovai posto anche per la bici. Il mio "muletto rosso", quello del prestigio. Sapevo che le strade di Romagna, sono l'ideale per la specialissima. Poco traffico, e salite per tutti i gusti, il massimo per continuare ad allenarsi anche al mare. Il percorso della "nove colli" segnalato in modo permanente, come farsi sfuggire l'occasione. Cesenatico dista pochi km da Cervia, e ad ogni uscita le mie ruote puntavano in quella direzione. Passavo spesso davanti la villa di Pantani, e naturalmente rallentavo per rubare qualche immagine all'interno della stessa. Ogni volta pensavo che quella casa fosse disabitata, che Marco avesse scelto una sistemazione lontano da sguardi curiosi ed indiscreti, come il mio. Così proseguivo per la mia strada, su e giù per quei colli, dove si respira il mare. Quella mattina non fu diversa dalle altre, sempre in bici, sempre verso Cesenatico.
Arrivato davanti al "covo del pirata", vidi parcheggiate delle auto all' interno. Mi avvicinai e notai Fabiano Fontanelli, fido scudiero di Pantani, che preparava la bici, per l'allenamento. Non esitai a chiedere allo stesso, se da lì a poco fossero usciti per una sgambata. Fabiano mi disse che Marco stava finendo di vestirsi, una decina di minuti dopo sarebbero saliti in bici. Chiesi con garbo il permesso di aggregarmi; permesso che mi fu immediatamente concesso. Non ero nuovo a seguire le ruote di qualche prof, a casa lo facevo spesso. Vainsteins e la banda dei bergamaschi, sfuttavo volentieri la loro scia, almeno fino a che la strada non cominciava ad arrampicarsi, decisa ed impietosa. Nell'attesa continuai a percorrere avanti e indietro la strada davanti la villa con comprensibile euforia. Eccoli, Marco e Fabiano stavano per uscire dal grande cancello. Mi accostai timidamente, salutando con tono sommesso il pirata. Rispose pacatamente, e mi squadrò da capo a piedi, come a voler capire se fossi o meno uno dei tanti che da lì a poco lo avrebbe magari infasidito. Non era il mio caso, conosco il mestiere del corridore, mi limitai a chiedere della sua condizione, per tornare immediatamente dopo al mio posto, godendo di quell'esperienza.
Fu una sensazione strana, non sarà facile tentare di trasmetterla. Ero a ruota di Marco Pantani. Fino a poco prima lo avevo visto in tv, al giro, al tour. Quegli scatti, rasoiate per gambe e polmoni di chi osava seguirlo. La presa bassa sulla piega, quel continuo rilanciare l'andatura, quando la strada con fare irriverente, decide di sfidare il cielo. La bandana che vola, scoprendo la fronte imperlata di sudore, e poi gli occhiali, per liberarsi di tutto quello che gli avrebbe impedito di essere un po' più veloce. Adesso era lì, mezzo metro davanti la mia ruota. Il mio sguardo fisso, le mani nervose sulle leve dei freni. Le sue gambe. Abbronzate, definite e nervose, da scalatore di razza, agili ad accarezzare i pedali. Il logo del pirata sulla schiena, la bandana che svolazzava sul capo, tutto davanti a me. E poi la gente. Molti riconoscendolo si affiancavano per un caloroso saluto, così per tutta la strada: "Grande Marco, vai pirata, sei un grande!". Gli volevano bene al Panta. La gente della strada non lo aveva dimenticato, Campiglio non aveva cancellato niente nei loro cuori, aspettavano che tornasse più forte e incazzato di prima, che volasse da solo su ogni salita. Lui no. In verità lo ricordo già spento, diverso il clima che avevo vissuto durante le uscite in compagnia di Vainsteins, Cassani, Milesi, Mazzoleni. Lì ci si sfotteva, si faceva casino, non regnava quel silenzio. A tratti, e per alcuni minuti, potevo udire solo il rumore proveniente dal mezzo meccanico e dal vento che lo attraversava. Lungo la strada si unì a noi Roberto Conti, altro fidato di Marco. A quel tempo vestiva la divisa della Cantina Tollo, se non ricordo male al fianco di Danilo di Luca. Così per una trentina di km abbondanti. Arrivato ai piedi della salita che porta a San Marino salutai la preziosa compagnia, era tempo di rientrare. Volevo raccontare con l'entusiasmo di un bambino ciò che avevo provato, propio come sto tentando di fare ora. Non credo di esserci riuscito in pieno. Su Pantani è stato detto molto e scritto di più, si continuerà a farlo, anche negli anni a venire. Forse la vicenda che ha segnato il suo declino, fino al triste epilogo non verrà mai chiarita. O forse è tutto nitido, poco importa ormai. Io lo voglio ricordare così, per le sue imprese, e per quella mattina di luglio.....
...Per tutto ciò ho fatto un po' di posto nel mio cuore.

domenica, febbraio 10, 2008

LA FOTO DEL GIORNO


Dopo la frase del giorno...La foto del giorno. Una logica conseguenza. Cercherò di proporre, quando possibile, uno scatto curioso, o che mi abbia particolarmente colpito. Fotografie digitali realizzate prevalentemente da me, se da fonte diversa, sarà mia premura segnalare nei particolari la provenienza delle stesse.


Come prima foto: Pausa pranzo...gli sci aspettano al sole (P.sso del Tonale)

sabato, febbraio 02, 2008

IL PRINCIPE E L'AIRONE




Da sempre ne ho sentito parlare, Fiorenzo Crippa, da Arcore, classe 1926, ex ciclista professionista, al servizio di un "certo" Fausto Coppi. Ebbi modo d'incontrarlo personalmente, alcuni anni fa, durante una cena, organizzata dalla società per cui ero tesserato. Seduto al suo tavolo, lo guardavo rapito e curioso con gli occhi di un bambino. Domande a raffica, per saziare la mia curiosità, alimentare la mia passione. Risposte sincere e genuine, rigorosamente in brianzolo. Ricordo come si rivolse alla ragazza, che dopo aver servito il caffè, chiese a Fiorenzo se avesse gradito un goccio di Cognac, lui annuì e guardando il bicchiere in cui era stato versato il distillato chiese: "Questo basta per fare il Galibier?!"...Fantastico!!!
Non mi bastò quell' incontro fugace, così recentemente, grazie allo zio Lucio, da sempre suo conoscente, ho avuto modo di ritrovarlo, per proseguire con la mia "intervista". E' stupendo sentire storie ed aneddoti sul ciclismo eroico, direttamente da un protagonista di quei tempi. Racconti fantastici, narrati dalle parole semplici di un modesto ed anziano "principe"...Poesia allo stato puro.

Nelle immagini: la pagina dedicata a Fiorenzo Crippa dal quotidiano il "Giorno" con tanto di dedica, e la foto che mi ritrae al suo fianco, durante il nostro ultimo incontro.



lunedì, gennaio 28, 2008

L'ESORDIO DEL TIGRO


Otto anni, prima partita di campionato, categoria "gazzelle", evento da ricordare.
In verità, la tensione del debutto, comincia molto prima. Il calendario del campionato, con date e orari delle partite, la scoperta delle squadre da incontrare. La consegna delle divise ufficiali, il numero assegnato che ricordi magari qualche giocatore storico, amato da papà. E poi la settimana che precede l'esordio, con tutti i dubbi e le paure sulla possibile convocazione. Finalmente ci siamo! Convocata, la prima è in trasferta. Sabato sera, domani si gioca, la tensione sale...Cena leggera, il rito della borsa, il giusto riposo. E' un gioco, non ho dubbi, ma è importante che impari a seguire quei rituali, quelle abitudini che fanno parte della pallacanestro, e dello sport in generale. Non sono sacrifici, fino a quando si desidera qualcosa, con il tempo diventeranno ancora più piacevoli, gesti classici, scaramantici, a cui non puoi rinunciare. Il sonno tormentato da mille domande, capisco, tutto nella norma. Trasferta vera, più di 50 chilometri, prima di scoprire campo e avversarie. Ci si studia, si fanno i primi commenti, le impressioni a riguardo. Sarà il campo a parlare, scuola di vita...Dove si vince, si perde, si esulta, s'impreca, si cade e ci si rialza, perchè lo sport non è altro che lo specchio del nostro viaggio terreno. Complimenti Serena...Buona la prima!

mercoledì, gennaio 23, 2008

LA FRASE DEL GIORNO

Sul palco faccio innamorare venticinquemila persone, poi vado a casa da sola.
Janis Joplin





martedì, gennaio 22, 2008

BLOG IN EVOLUZIONE...(thanks Franci)


Da oggi il mio modestissimo blog avrà anche un sottofondo musicale, sì una specie di colonna sonora. Grazie a Francesca, senza il suo aiuto difficilmente sarei arrivato a tutto questo. Vorrei cambiare con una certa frequenza, il brano che si ascolta aprendo il mio blog. Mi riprometto di farlo almeno una volta la settimana, cercando di proporre qualcosa di particolare. Alcune "chicche" musicali, che di volta in volta, accompagneranno la lettura e la visione del mio spazio.
Sul lettore, che trovate nella colonna di destra, scorre autore e titolo del pezzo riprodotto. Dunque non mi resta che augurarvi buon ascolto, e grazie ancora a Franci, per l'aiuto dato, nella realizzazione delle migliorie apportate al blog.

sabato, gennaio 19, 2008

BLUES FOR.....


Erano gli inizi degli anni novanta, Carlone capitò da me con una musicassetta dal titolo: "Blues for Celli". Aveva creato una selezione di base per avviarmi all'ascolto di un genere musicale che con il tempo mi avrebbe stregato. Carlone, alias il "Marchese del grilletto", ne masticava già da diversi anni di riff incazzati, assoli che ti entrano nell'anima, locali fumosi dove si suonava il genere, rigorosamente dal vivo. E' stato per un certo verso il mio maestro, colui che mi ha indicato la strada da seguire, prendendomi per mano quando i miei passi erano ancora incerti. Una volta imboccata la retta via, ho frequentato uno di quei vecchi negozietti di dischi (ormai non esistono più) con tanto di commessa competente (e carina :)) che ha contribuito, con consigli e assaggi musicali, a plasmare la mia anima. Uno dei primi cd che mi ha spinto ad acquistare, è il doppio di Eric Clapton "Just one night", registrato dal vivo al teatro Budokan di Tokyo nel dicembre '79. Con questo disco mi sono innamorato di "slowhand". Per me il miglior chitarrista è colui che suonando ti arriva all'anima, ti solletica il cuore e la pelle. Non mi entusiasma la velocità o il gesto tecnico esasperato. Steve Vai, Satriani, Malmsteen, sono dei grandi, ma non mi danno un quarto di quello che proviene dalle corde di "Blackie", magistralmente accarrezzate dallo zio Clapton. Ogni tanto, mi ritrovo il cd fra le mani, è sempre una grande emozione riascoltarlo. Se volete avvicinarvi al genere, sarebbe un ottimo inizio, se non vi fidate chiedete al mio maestro, in tal caso sarebbe disponibile alla creazione di una selezione "Blues for....."appositamente confezionata su misura...sempre che siate disposti al rispetto, che il suo titolo nobiliare esige!

domenica, gennaio 13, 2008

LA ROSA DI IVAN








Mai accontentarsi!...Dopo la maglia iridata di Vainsteins e di Bettini...La "rosa" di Ivan Basso.
Ivan visita spesso i nostri uffici, non è stato difficile per me formulare la richiesta, del resto come farsi scappare un occasione del genere? In verità non osavo pretendere tanto, mi bastava una maglia qualsiasi, sarebbe andata bene una della Fassa, della CSC, o magari della Discovery, nonostante il breve periodo in cui Ivan ha militato nel team americano. Invece, per mia grande gioia e stupore, poco prima di Natale, è arrivato in azienda per gli auguri di buone feste, con la maglia rosa, simbolo del primato al giro d'Italia. Senza dubbio un grande regalo di Natale, da custodire gelosamente nella mia piccola-grande collezione di maglie. Ivan è un ragazzo semplice, veramente squisito e disponibile. Dopo la vicenda, che lo ha allontanato (a mio avviso ingiustamente), dalle corse per un paio di stagioni abbondanti, sono convinto che tornerà più forte e determinato di prima. Del resto non ha mai smesso di allenarsi severamente, come un corridore in piena attività. Forte di gambe e soprattutto di testa, sarà capace di conquistare quei successi che merita. Io mi prenoto per una maglia gialla, che spero possa indossare fino a Parigi, magari nel tour de France del 2009...Il migliore augurio che possa fargli!
Nelle foto, dall'alto verso il basso:
- La maglia rosa con tanto di dedica e autografo.
- Ivan con me nei nostri uffici.
- Ivan in maglia Discovery con la "mosca atomica" e il "Tigro"...le mie monelle!
- Ivan a Milano durante la premiazione del Giro d'Italia.



domenica, gennaio 06, 2008

L'IRIDE DEL "GRILLO"


Prezioso ed alquanto esclusivo, il nuovo pezzo aggiunto alla mia collezione!
La maglia con il simbolo dell'iride di un certo, e scusate se è poco, Paolo Bettini. Non credo che "il grillo" abbia bisogno di particolari presentazioni. Un oro olimpico, un paio di coppe del mondo, due campionati mondiali, undici tra le più importanti classiche, oltre ad innumerevoli vittorie tra grandi giri, e gare di spicco del panorama internazionale...possono bastare!!!
Un sentito e sincero grazie di cuore a Mario Rossin, storico telaista, che mi ha procurato su mia richiesta, con grande amicizia, la "perla" di cui parlo, e che potete ammirare in tutto il suo splendore nelle foto pubblicate.

sabato, gennaio 05, 2008

HAPPY NEW YEAR!...di tutto un po'


















































Dall'alto verso il basso:
1- Panorama dalla strada che porta al P.sso Gavia
2- Ghiaccio e neve sulla strada del Gavia
3- Manca tanto alla vetta :(
4- Poco dopo S.Apollonia, in ricordo del "Panta"
5- Samy verso il Gavia
6- Io!
7- Fiaccolata tricolore sulla nuova pista di Temù
8- Fuochi sopra Temù

lunedì, dicembre 24, 2007

E' NATALE



















Una volta era diverso...
Il suo sapore era unico, e l'aria che si respirava magica.
Fremevo dalla curiosità di scoprire i regali, gioivo nel farli alle persone più amate.
Si stava insieme, magari solo la sera di Natale, ma c'eravamo tutti.
Poi il vento della vita ha portato via qualcuno, e quel sapore, non più unico.
Come quando assaggi un vino sincero e genuino, in un casolare toscano.
Il contadino te ne offre un fiasco, arrivato a casa, quel vino non è più lo stesso.
Così è il Natale.....
Qualcuno ha deciso che non è più tempo di riunirsi tutti insieme, per gustare quel sapore, respirare quell'aria.
Adesso mi rivedo negli occhi delle bimbe, agitate come non mai, frenetiche nell'attesa.
Stanotte chiudendo gli occhi, penserò alle persone spazzate via dal vento impetuoso della vita.
Domani mi rivedrò nuovamente negli occhi delle bimbe, cercando, per quanto mi sarà possibile di respirare quell'aria... gustare quel sapore unico.
Buon Natale!

domenica, dicembre 23, 2007

VIVA L'ITALIA...















Dove conta la macchina bella, il vestito griffato, fare sempre lo splendido.
W L'ITALIA che corre sempre, impreca, non si ferma mai.
W L'ITALIA che adora il "dio soldo" e la malattia della moltiplica.
W L'ITALIA dove diventi ricco e famoso se non sai fare e dire un cazzo.
W L'ITALIA dei giovani che si sballano per sentirsi sicuri, poi non ritornano a casa.
W L'ITALIA che ha fretta anche la domenica, perciò rompe i coglioni a chi và in bici.
W L'ITALIA dove mancano i soldi, ma non per le ferie, lo shopping, e tutti hanno tutto.
W L'ITALIA dove se ti capita di parlare con chi ha 20'anni meno ti ci vuole l' interprete.
W L'ITALIA dai figli modelli di bravura e bellezza.
W L'ITALIA dove se incontri quello più bravo di te è solo xchè è raccomandato.
W L'ITALIA dove se perdi è colpa dell'arbitro.
W L'ITALIA che quando passa la maratona, anzichè la festa, scoppia la guerriglia urbana.
W L'ITALIA che và a messa la domenica, poi in settimana incula il mondo.
W L'ITALIA dove hai mille amici, solo quando non hai bisogno di loro.
W L'ITALIA con il telefonino in mano, al party mondano (thanks Bepi).
W L'ITALIA del "voglio di più, non mi basta mai".
W L'ITALIA dove i miei problemi sono sempre peggiori dei tuoi.
W L'ITALIA del lavoro, dove "sei bravo finchè mi fai comodo".
W L'ITALIA...Fanculo all'ITALIA.

sabato, dicembre 22, 2007

A VOLTE RITORNANO...


...Per indossare una canotta sbiadita dal tempo, un paio di pantaloncini non propio alla moda (nel mio caso presi in prestito da Carlone, in tempi remoti, e non ancora restituiti), riallacciarsi nuovamente le Nike, come ai vecchi tempi. Questo dopo oltre un anno, e dalla volta precedente molto di più. L'occasione sempre offerta dal buon Flavio, che per rendere la serata ancora più esclusiva ha "convocato" un ex di lusso: Pino Motta, una lunga carriera a Desio fino alla massima serie. Ex marito di Antonella Clerici, dunque non conosciuto solamente come ottimo giocatore, ma anche per essere stato sposato con la nota conduttrice televisiva. Si comincia alla grande, pronti, via, piazzo tre bombe, all'incirca in altrettante azioni, incredibile! Mi convinco quasi, che il soprannome che tanto mi piace, "lo slavo", non mia sia stato dato per caso. Dopo un inizio focoso le percentuali calano, ma niente paura, non mi spaventava tirare ripetutamente quando contava, figuriamoci adesso...Guido fatica ad entrare in palla, ma quando si scalda a dovere sfodera un paio di movimenti d'antologia. Carlo è a mezzo servizio, ma chi sa giocare si vede eccome! Flavio brillantissimo, decisamente meglio come cestista, piuttosto che ad impostare mascherine sulle Datacard...:) Verso la fine un movimento non riconosciuto dai muscoli delle mie gambe mi provoca una contrattura, è l'ora della doccia! Quel risentimento mi ha seguito per più di tre settimane, ma ne è valsa la pena...alla prossima!
Nella foto: da sx Flavio, Guidone, Pino Motta, Carlone e il sottoscritto.

I MONDIALI DI BUGNO

















Ennesima ghiotta occasione al museo del Ghisallo, sabato 15 dicembre. Grazie agli incontri, organizzati per far conoscere al pubblico, personaggi che hanno fatto la storia del ciclismo. Ho avuto modo d'incontrare Gianni Bugno. Il tema della giornata : "i miei mondiali", Gianni ha percorso le fasi salienti della sua carriera, fino ad arrivare al bis mondiale. Per quanto mi riguarda mi sono dovuto ricredere, in merito al suo modo di proporsi. Da sempre tifoso del "Diablo", devo dire che di persona Gianni è davvero diverso, rispetto all'immagine che avevo di lui. Probabilmente, il fatto di non essere direttamente sotto i riflettori della stampa, e non più esposto ai giudizi del mondo, di cui era protagonista, sia nel bene che nel male, hanno fatto in modo di renderlo sicuramente più simpatico, e decisamente disponibile. Naturalmente, non ho mai messo in dubbio la sua classe, e il suo valore, Campione di notevole caratura. Probabilmente, con un altro carattere, avrebbe aggiunto al già invidiabile palmares, altre "perle" di grande valore. Ma un campione non si misura solo con il numero di vittorie, su questo credo che Gianni sarà d'accordo con me!
Nelle foto: Bugno durante la conferenza.
Bugno con me e Maurizio, grande estimatore di Gianni.

domenica, novembre 18, 2007

LA FRASE DEL GIORNO

RUN WHEN YOU CAN,
WALK IF YOU HAVE TO,
CROWL IF YOU MUST;
JUST NEVER GIVE UP!


Ovvero...Corri quando puoi, cammina se vuoi,
striscia se devi; ma non mollare mai!


Frase di: Dean Karnazes, corridore particolarmente estremo

A TU PER TU CON IL "LEONE"



Per la manifestazione "La notte dei musei" ho avuto la possibilità di conoscere Fiorenzo Magni o meglio il "Leone delle Fiandre". Del resto una guida del museo del ciclismo non poteva far altro che conoscere di persona il propio presidente. Magni è l'ultimo grande del ciclismo da leggenda, da sempre considerato uno dei corridori più importanti dopo Coppi e Bartali. Ha vinto innumerevoli corse, tra tutte le sue vittorie spiccano ben tre giri d'Italia, ed altrettanti giri delle Fiandre, propio da questi successi deriva il soprannome di "Leone delle Fiandre". Fiorenzo è stato un grande da corridore, e una volta sceso di sella ha intrapreso una brillante carriera da imprenditore, che lo vede tuttora impegnato, nonostante tra pochi giorni spegnerà 87 candeline! Mi ha colpito la sua incredibile lucidità nel narrare alcuni degli episodi più importanti di cui è stato protagonista da corridore, ricordando date, luoghi, e nomi degli altri ciclisti di quel periodo, con assoluta precisione. Per me è stata una fortuna, nonchè un onore, conoscerlo personalmente, ed ascoltare attentamente i suoi racconti di un periodo del ciclismo estremamente eroico.

Nella foto: il sottoscritto in compagnia di Magni, Luciano, Giancarlo e Serena...Immancabile presenza:)