mercoledì, maggio 21, 2008

LA FRASE DEL GIORNO

"SONO SOLO UN CONTADINO IN PRESTITO AL CICLISMO".
Parole di Marzio Bruseghin, dopo aver vinto la cronometro individuale Pesaro - Urbino di km 39,400 decima tappa del Giro d'Italia '08.
Nella foto: il simpatico corridore veneto in compagnia dei suoi asini

sabato, maggio 17, 2008

ON THE ROAD AGAIN


Ancora sulla strada, questa volta per prendere parte alla GF dedicata al mitico campione bergamasco, Felice Gimondi. Tredicesima edizione, decima partecipazione per me, quasi un "veterano". Ho provato tutti i percorsi nel corso di questi anni, ma nelle ultime tre edizioni sempre il corto. Da superare le asperità del colle dei Pasta, Colle Gallo e Selvino, prima della picchiata verso l'arrivo di Bergamo, per un dislivello totale di 1410 metri, misurati dal mio Polar. Anche questa volta ho abbassato il mio tempo personale, 03h.04min.24sec. più di 4 minuti meglio della passata edizione :) Sono contento, ogni anno vanno tutti più forte, io mi devo adeguare! In salita non ho ancora la gamba del periodo migliore (almeno per le mie possibilità), ma in pianura giravo mica male. Adesso ho una mezza intenzione, di mettere nel carniere la GF Pantani, con partenza dall'Aprica, quella sarà vera montagna!

Nelle immagini: l'altimetria del mio percorso disegnata da Sangalli e il n.ro dorsale che mi ha permesso di partire davanti.


mercoledì, maggio 07, 2008

IL RITORNO DEI FANTASTICI 4



Sono tornati!...Questa volta non per salvare il mondo, anche se ci sarebbe un disperato bisogno. Riuniti nuovamente per stringersi intorno a Red Richards PRESEZZI, ovvero Mr. Fantastic. Alla soglia delle quaranta primavere "l'uomo allungabile" ha deciso di sposarsi.
Chi l'avrebbe mai detto? Nessuno voleva crederci, nemmeno il prete che ha celebrato la cerimonia nuziale! Era rimasto l'ultimo super eroe ad non aver pronunciato il fatidico sì, ma lunedì scorso anche lui è capitolato. Per certi versi ha scelto una data storica, il 5 maggio, lo stesso dì che il grande Napoleone passò a vita "migliore". Scimmiottando il sommo Poeta Alessandro Manzoni (e per questo chiedo perdono), oserei scrivere:

Ei fu siccome immobile
dato il nuzial sospiro
Oh Preso, gendarme biondo
custode della mia tormentata gioventù
mai avrei pensato di vederti qui con l'anello al dito.
Ma i tempi passano
e i miti sfiorano.

E qui mi fermo, per rispetto del Poeta...
Vorrei così rinnovare i miei auguri al Preso, sperando che ci siano altre occasioni per riunire il mitico quartetto, come ai vecchi tempi. Pregando che nel frattempo nessuno di noi perda, o abbia perso, i propi super poteri. Non ho avuto modo di esaminare in quest ultimo periodo ogni elemento del gruppo, mi sembra però di aver constatato ad esempio che Susan Storm CHIODO non sia più così invisibile, quantomeno agli occhi della sua dolce metà. Mr Fantastic, il festeggiato, mi è parso un po' meno gommoso del solito, probabilmente colpa della giornata pesante, da valutare comunque in altra sede. Benn Grimm REDAELLI, "la cosa" forse il meno cambiato, magari più riflessivo e pacato di un tempo, ma all'occorrenza energico e devastante come nei momenti migliori. Il sottoscritto Johnny Storm CELLI, "la torcia umana", di certo meno infuocato di un decennio fa, ma ugualmente scintillante ed all'occorrenza da considerarsi sempre e comunque elemento altamente infiammabile.
Nella foto: da sx Benn Grimm REDAELLI (la cosa), Johnny Storm CELLI (la torcia umana), Red Richards PRESEZZI (Mr Fantastic), Susan "Sue" Storm CHIODO (la donna invisibile).

venerdì, maggio 02, 2008

SENZA SENTIRE LA CATENA



Ieri prima gran fondo della stagione, la Gianni Bugno, seconda edizione. Come l'anno scorso, percorso medio per me, 105 km dichiarati dall' organizzazione, ma in realtà poco più di 98. Solito obiettivo, correre contro il tempo realizzato nell' edizione passata. Da qualche anno arrivo in questo periodo con pochi km nelle gambe, d'inverno preferisco correre a piedi, dimenticando la bici, se non per qualche giornata di sole e temperatura veramente mite. Ma questa stagione ho pedalato davvero poco, meno di 600 km fino ad ieri mattina. Mi sarei accontentato di migliorarmi di qualche minuto, ma ero in giornata di grazia. L'anno scorso arrivai all' autodromo con questo tempo 03:21:04.25 ieri invece...03:01:33.8 PIU' DI 19 MIN. IN MENO!!! Niente male, e se non fosse stato per quell' ingorgo in cima alla salita di Ello, e le gambe forse un po' troppo dure sugli strappi cattivi della parte finale, si poteva abbattere il muro delle 3 ore. Come si usa dire in queste giornate particolari:"pedalavo senza sentire la catena". Coperto all' inizio a sfruttare le scie migliori, ma generoso alla fine con tirate lunghissime prima di spostarmi e riprendere fiato. Per il prossimo anno cercherò di migliorarmi ancora, adesso è già ora di pensare alla prossima. Domenica 11 maggio, GF Felice Gimondi, una classica per me, inseguendo il solito traguardo, quello di abbattere il mio miglior tempo.
Nelle immagini di testa: il mio numero dorsale, e il tracciato registrato dal Polar S725X, con tutti i principali dati rilevati in gara.

lunedì, aprile 21, 2008

C'ERA UNA VOLTA UN PLAYMAKER


La festa per i quarant'anni di Marchino ci ha dato una grande occasione, ritrovare i vecchi amici del basket. Uno su tutti suo fratello Paolo, il funambolico play di cui parlo nell' introduzione del blog (al centro nella foto). Paolo è del '69, come me, anche lui prossimo ai quaranta. Da diversi anni si è trasferito a Bologna. Sposato, una figlia, qualche capello bianco, un accenno di pancetta, un marcato (ed insolito) accento emiliano, un vecchio vizio: continuare a tirare la palla in un cesto a m. 3.05 d'altezza. Siamo stati compagni di squadra e buoni amici per diversi anni. Cadetti, Junior nazionali, Serie C, D, Promozione. Giocatore fenomenale, poliedrico, all'occorrenza ottimo regista o protagonista assoluto. Tiro, passaggio, difesa, velocità ed estro. Un carattere non semplicissimo da gestire, come ogni cavallo di razza che si rispetti.
Quando vedo i giocatori di adesso travestiti da playmaker non posso far altro che sorridere e ricordare Paolino, nonostante l'età continua ad allacciarsi le Nike con lo stesso entusiasmo di un ventennio fa, illuminando con qualche invenzione uno dei tanti parquet di provincia.
Un paio di parole le vorrei spendere anche per Lorenzo (a destra nella foto) lui è il "magnifico" che compare diverse volte nel mio spazio. Di qualche anno più giovane, nonostante il tempo galoppi, lui cerca di restare in prima fila, perchè ha l'entusiasmo e il talento dei grandi. Ieri mattina dopo la partita delle gazzelle l'ho sfidato in una gara di tiro da 3 punti. E' partito in sordina e l'ho preso un po' in giro. Si è risentito e ha cominciato a fare sul serio, piazzando nove bombe consecutive! Dimenticavo: c'erano i canestri ad altezza minibasket e il pallone piccolo, ma poco importa. Per lui non fa molta differenza, tira con la stessa disinvoltura da qualsiasi distanza e posizione. Sapete allora qual è la differenza? Io sono un ex buon tiratore...lui straordinario e ancora in attività!

LA FRASE DEL GIORNO


"A life is not important
except in the impact
it has on other lives".

- Jackie Robinson -

"La vita non è importante
se non per l'impatto
che ha sulle vite altrui".

domenica, aprile 13, 2008

BLOOD, TEARS, SWEAT...UOMO!


Questa maglia esce un po' dai canoni della mia collezione...ma meritava di entrarci! La canotta da running della "dee jay ten" autografata da Linus e Aldo Rock Calandro. Linus è un ottimo dj, conduce un programma straordinario (dee jay chiama Italia), tutte le mattine in compagnia di Nicola Savino. E poi ama la corsa, la pratica con buoni risultati cronometrici, e grazie al suo contributo ha avvicinato tante persone a quello che viene definito :"il migliore allenamento per qualsiasi sport". Aldo Rock è un mito! La scrittrice Fernanda Pivano lo descrive così:"forte come una roccia, sregolato come un bambino, resistente come un cammello, spirituale come un pellerossa."Se avete avuto modo di ascoltare la sua 1/2 ora di lavoro settimanale, all'interno del programma di Linus al venerdì, avrete capito che tipo di personaggio è Aldo Rock. Mi piace perchè è vero, genuino, ciò che dice lo pensa davvero, ciò che racconta lo ha fatto. Ed è veramente così, lo so per certo. In un mondo che insegue tutto e niente mi piace pensare ad un UOMO che ha trovato nella libertà del suo spirito la vera ricchezza. Il suo credo è quello dell'essere, non dell'apparire. Il vero oggetto di valore è una maglietta da un paio di dollari con la scritta "FINISHER" guadagnata con sangue, lacrime e sudore sulla strada della sofferenza, perchè per raggiungere il paradiso devi prima attraversare l'inferno. Trasforma il poco in molto e apprezza la vita perchè la vive. Specialista del nulla (forse) ma per me personaggio straordinario che si riassume in questa sua frase che tanto mi piace quanto mi fa riflettere:"La fatica fisica appaga lo spirito ed avvicina alla saggezza. Solo soffrendo acquisisci la forza morale che scaturisce dall'autodominio".
Per concludere voglio ringraziare Dario Usuelli, papà di Luca, uno dei ragazzi della squadra del '96 che alleno. Dario lavora presso gli studi di radio dee jay, come programmatore musicale, e con grande disponibilità mi ha procurato la maglia riprodotta in foto.

lunedì, aprile 07, 2008

VINCONO E CONVINCONO

A quanto pare il post dedicato alla prima vittoria delle GAZZELLE è stato di buon auspicio. Dopo meno di una settimana è arrivato il secondo successo, il primo in trasferta. Sul campo di Usmate hanno vinto e convinto nuovamente. Uno spasso vederle giocare, probabilmente la squadra più divertente di tutto il settore giovanile vimercatese. Ennesima dimostrazione di gioco di squadra, tanto essenziale quanto efficace, e di una difesa tutta grinta e cuore. Hanno pagato, e pagheranno ancora dazio per questioni d'età, ma già dal prossimo anno saranno in grado di togliersi delle belle soddisfazioni. La strada è quella giusta!

martedì, aprile 01, 2008

SHOW TIME!


Primo "referto rosa" per le gazzelle della pol. DiPo grazie ad una prestazione più che convincente. Grintose in difesa e concrete in attacco, grazie ad un ottimo gioco di squadra, caratteristiche piuttosto inconsuete per la femminile, soprattutto in questa categoria. Veramente divertente e piacevole il loro modo di giocare. Complimenti sinceri alle giocatrici in erba ed ai loro istruttori (Max e Samy). Se è vero che l'appetito vien mangiando, aspettiamo già dal prossimo turno un altro referto rosa!!!

martedì, marzo 25, 2008

FONDISTA O DISCESISTA?


Grandissima ed istrionica Samy...Dagli sci stretti che accarezzano i binari tracciati dal gatto, a scarponi ed impianti di risalita!
Sabato (ed oggi) si è cimentatata, con notevole disinvoltura, nello sci da discesa. Certo chi viene dal fondo ha qualche vantaggio, ma senza preavviso (e lezioni da affascinanti maestri) ha noleggiato tutto l'occorrente ed è scesa diverse volte dalla pista "scoiattolo" del P.sso Tonale. Niente di trascendentale per carità, ma ammirevole per il gesto, del resto cosa non farebbe per seguire le sue bimbe?...Brava (ed atletica) Samy!

sabato, marzo 15, 2008

SERENATA AL MANCATO CAMPIONE


Non Bartali, non Coppi, o corridore
che pedalando vai senza respiro
di tappa in tappa: il vero eroe del Giro,
sei tu con la tua fede e il tuo sudore,
tu che partisti un dì dal tuo villaggio
(facevi il muratore o l'apprendista)
chiedendo una chimerica conquista
soltanto alle tue gambe e al tuo coraggio;

tu, pover'uomo ingenuo ed animoso,
di cui nessuno mai grida all'arrivo
l'ignoto nome, a cui l'aperitivo
non offre con orgoglio alcun tifoso.
Mentre dinanzi a Gino, innanzi a Fausto
fremon le folle estatiche e devote,
pronte a gettarsi sotto quelle ruote,
nel demente delirio, in olocausto;
nè alcuna donna appunta, alla partenza,
un fiore sulla maglia variopinta
(soltanto la tua mamma è ancor convinta
che t'attendon la gloria e l'opulenza);
tu che ignori l'ebbrezza del successo
e resti sempre in coda alla classifica,
tu, per cui mai nessuno si sacrifica
e ripari le gomme da te stesso;
che giungi puntualmente sessantesimo,
che sei così modesto e poco scaltro,
ma sogni che il cronista, un giorno o l'altro,
ti chiamerà col nome di battesimo,
o "il veltro di Vigevano o di Como",
"il falco di Vercelli o di Legnano",
"lo scalatore", "lo stantuffo umano",
tu sei l'eroe del Giro, o pover'uomo,
tu che lungo la strada senza fine
per diventare l'eroe d'una giornata,
macini la tua fede impolverata
moderno Don Chisciotte in mutandine:
sei tu, tenace, oscuro corridore,
che non sarai mai falco nè levriero,
ma, pedalando, corri col pensiero
a Girardengo, ch'è commendatore,
a Gerbi, a Binda, a Guerra, a quella nobile
pattuglia d'assi ch'oggi han la pancetta
e non inforcan più la bicicletta,
ma in compenso han la villa e l'automobile;
tu che, smessa la maglia del ciclista,
ed un po' giù di gambe e di coraggio,
un giorno tornerai nel tuo villaggio,
a fare il muratore o l'apprendista...

(Il cavaliere Errante, in "La Domenica del Corriere", n°22 - 30 maggio 1948)

APPUNTAMENTO CON LA STORIA


Grande appuntamento domenica scorsa al museo del Ghisallo. Ospiti Eddy Merckx e Felice Gimondi, due leggende viventi del ciclismo. In sala tanti ospiti per l'occasione: Fiorenzo Magni a fare gli onori di casa, Giorgio Albani ex corridore, e direttore sportivo del belga alla Molteni, Marino Vigna campione olimpico, Isaia Steffano massaggiatore del cannibale...E poi Ugo de Rosa, Ivan Basso e molte altre personalità. A fare da moderatore durante l'incontro con il numeroso pubblico presente, Marco Pastonesi, giornalista della Gazzetta dello Sport. Davvero un pomeriggio da ricordare, dove i due grandi hanno sfogliato l'album dei ricordi tra imprese e rivalità, nonostante il rispetto e la stima che traspare tuttora nelle loro parole. Felice ha decantato più volte la classe e la forza del belga, riconoscendo in lui il corridore più grande, e probabilmente irrangiungibile di tutti i tempi. Quando penso alle vittorie di Merckx ho i brividi. Per rendere l'idea, visto che siamo prossimi alla Milano-Sanremo, Merckx ha ottenuto 7 successi in 10 partecipazioni...Che altro dire???!!!
Nelle foto: con il "cannibale", e gli autografi dei due campioni.

mercoledì, marzo 05, 2008

...38 PIU' DEL MAIALE













Eh sì, oggi compio 38 anni più del maiale...
Il maiale, dopo un anno di vita fà una crudele, quanto nobile fine. Mi piace questa espressione colorita, tipicamente toscana. Da oggi ho 39 anni, dunque esattamente 38 più del maiale!
Nessuna somma da tirare, magari qualche conto lo farò il 5 marzo 2009, allora saranno 40.
Forse scriverò un libro, chissà...
Quest'anno sono contento, in molti si sono ricordati di me, ho ricevuto anche dei regali. E poi non mi sento più vecchio di ieri, magari me ne accorgerò tra qualche mese, sulle rampe del Gavia, del Mortirolo, o più semplicemente sul Colle o sul Lissolo. Adesso va bene così, poi si vedrà.
Grazie di cuore a tutti quelli che oggi hanno "sprecato" un messaggio, una chiamata, una mail o una parola per me, a chi mi ha fatto un regalo, a chi mi ha soltanto pensato...Grazie davvero!

lunedì, marzo 03, 2008

LA FOTO DEL GIORNO

B. Hinault, Stelvio, Giro d'Italia '80.
Offside / L'Equipe

...Senza parole

giovedì, febbraio 28, 2008

A SARAH...



Occhi più furbi di una volpe dal manto argentato
Guance lisce e carnose, fanno tenerezza in questo mondo fasullo
Sorrisi ingenui, ma fortunatamente sinceri
Mani che si muovono ritmicamente
al suono di una dolce filastrocca
Sguardi curiosi mi fanno pensare al futuro
Potesse fermarsi così la vita...
...Non saremmo quello che siamo


Parole dal cuore, scritte una ventina d'anni fa, per Sarah mia nipote.
Allora era una bimba tenera e dagli occhi splendidi.
Il tempo scorre rapido, la vita non si ferma.
Viaggiamo travolti da acque impetuose, ci vuole testa, muscoli e coraggio.
Ora è più bella che mai.
E dimostra di avere una qualità rara, almeno per i giovani d'oggi. Una maturità non comune per una ragazza di ventidue anni.
Adesso sei una donna, ed io il tuo solito zio.
In bocca al lupo, che il tuo viaggio sia sempre privo di ostacoli, e se ne troverai sono certo che avrai testa, muscoli e coraggio...Un abbraccio zio Alberto.



mercoledì, febbraio 20, 2008

LA FRASE DEL GIORNO

Se uno riesce a gettare un ponte tra la vita e la morte, se riesce cioè a vivere anche dopo morto, forse allora è stato un grand'uomo.
James Byron Dean

lunedì, febbraio 18, 2008

THE ATOMIC FLY


Certo non è Pozzecco, ma il soprannome le calza a pennello.
Gaia, 6 anni da poco compiuti, ha cominciato a giocare a minibasket.
Era indecisa, ma alla fine la scelta è caduta sul "vizio" di famiglia. Papà, mamma, e per ultima Serena. Nessuno di noi l'ha spinta verso la palla a spicchi, l'importante è che praticasse uno sport divertendosi, e se di basket si tratta meglio così!
Sperando che possa ereditare i pregi di ognuno di noi, magari anche qualcosa dello zio Lory alias il Magnifico. Tutti giocatori d'altri tempi, ma niente da invidiare a quelli attuali, magari solo l'età. Dunque un sincero in bocca al lupo alla piccola Gaia, gli esempi da seguire e il suo illustre nomignolo fanno ben sperare, e se son rose....fioriranno!

venerdì, febbraio 15, 2008

LA FOTO DEL GIORNO (per Marco Pantani)


Lissone (MI), pochi minuti alla partenza della Coppa Agostoni...Una quindicina di anni fa, in compagnia di un "giovane pirata".

giovedì, febbraio 14, 2008

A RUOTA DEL PIRATA


Sono passati 4 anni, propio oggi.
Ricordo quella sera, già dormivo. "Alberto svegliati, è morto Pantani!". Confuso, non capivo, non poteva essere vero. Rimasi così, incredulo, inebetito dalla notizia.
Davanti a voi un tifoso di Marco, una volta lo definii così:" l'uomo venuto dal mare, re della montagna, affogato nella vita". Mi sono entusiasmato per le sue imprese, come milioni di persone, non poteva essere altrimenti. Ricordo tutto. Ma quello che mi passa per primo davanti agli occhi ogni volta che penso al pirata, è quello che mi accingo a raccontare.
Luglio 2001, Pinarella di Cervia, fu quella la mia meta estiva per un paio di settimane di vacanza con la famiglia. Naturalmente trovai posto anche per la bici. Il mio "muletto rosso", quello del prestigio. Sapevo che le strade di Romagna, sono l'ideale per la specialissima. Poco traffico, e salite per tutti i gusti, il massimo per continuare ad allenarsi anche al mare. Il percorso della "nove colli" segnalato in modo permanente, come farsi sfuggire l'occasione. Cesenatico dista pochi km da Cervia, e ad ogni uscita le mie ruote puntavano in quella direzione. Passavo spesso davanti la villa di Pantani, e naturalmente rallentavo per rubare qualche immagine all'interno della stessa. Ogni volta pensavo che quella casa fosse disabitata, che Marco avesse scelto una sistemazione lontano da sguardi curiosi ed indiscreti, come il mio. Così proseguivo per la mia strada, su e giù per quei colli, dove si respira il mare. Quella mattina non fu diversa dalle altre, sempre in bici, sempre verso Cesenatico.
Arrivato davanti al "covo del pirata", vidi parcheggiate delle auto all' interno. Mi avvicinai e notai Fabiano Fontanelli, fido scudiero di Pantani, che preparava la bici, per l'allenamento. Non esitai a chiedere allo stesso, se da lì a poco fossero usciti per una sgambata. Fabiano mi disse che Marco stava finendo di vestirsi, una decina di minuti dopo sarebbero saliti in bici. Chiesi con garbo il permesso di aggregarmi; permesso che mi fu immediatamente concesso. Non ero nuovo a seguire le ruote di qualche prof, a casa lo facevo spesso. Vainsteins e la banda dei bergamaschi, sfuttavo volentieri la loro scia, almeno fino a che la strada non cominciava ad arrampicarsi, decisa ed impietosa. Nell'attesa continuai a percorrere avanti e indietro la strada davanti la villa con comprensibile euforia. Eccoli, Marco e Fabiano stavano per uscire dal grande cancello. Mi accostai timidamente, salutando con tono sommesso il pirata. Rispose pacatamente, e mi squadrò da capo a piedi, come a voler capire se fossi o meno uno dei tanti che da lì a poco lo avrebbe magari infasidito. Non era il mio caso, conosco il mestiere del corridore, mi limitai a chiedere della sua condizione, per tornare immediatamente dopo al mio posto, godendo di quell'esperienza.
Fu una sensazione strana, non sarà facile tentare di trasmetterla. Ero a ruota di Marco Pantani. Fino a poco prima lo avevo visto in tv, al giro, al tour. Quegli scatti, rasoiate per gambe e polmoni di chi osava seguirlo. La presa bassa sulla piega, quel continuo rilanciare l'andatura, quando la strada con fare irriverente, decide di sfidare il cielo. La bandana che vola, scoprendo la fronte imperlata di sudore, e poi gli occhiali, per liberarsi di tutto quello che gli avrebbe impedito di essere un po' più veloce. Adesso era lì, mezzo metro davanti la mia ruota. Il mio sguardo fisso, le mani nervose sulle leve dei freni. Le sue gambe. Abbronzate, definite e nervose, da scalatore di razza, agili ad accarezzare i pedali. Il logo del pirata sulla schiena, la bandana che svolazzava sul capo, tutto davanti a me. E poi la gente. Molti riconoscendolo si affiancavano per un caloroso saluto, così per tutta la strada: "Grande Marco, vai pirata, sei un grande!". Gli volevano bene al Panta. La gente della strada non lo aveva dimenticato, Campiglio non aveva cancellato niente nei loro cuori, aspettavano che tornasse più forte e incazzato di prima, che volasse da solo su ogni salita. Lui no. In verità lo ricordo già spento, diverso il clima che avevo vissuto durante le uscite in compagnia di Vainsteins, Cassani, Milesi, Mazzoleni. Lì ci si sfotteva, si faceva casino, non regnava quel silenzio. A tratti, e per alcuni minuti, potevo udire solo il rumore proveniente dal mezzo meccanico e dal vento che lo attraversava. Lungo la strada si unì a noi Roberto Conti, altro fidato di Marco. A quel tempo vestiva la divisa della Cantina Tollo, se non ricordo male al fianco di Danilo di Luca. Così per una trentina di km abbondanti. Arrivato ai piedi della salita che porta a San Marino salutai la preziosa compagnia, era tempo di rientrare. Volevo raccontare con l'entusiasmo di un bambino ciò che avevo provato, propio come sto tentando di fare ora. Non credo di esserci riuscito in pieno. Su Pantani è stato detto molto e scritto di più, si continuerà a farlo, anche negli anni a venire. Forse la vicenda che ha segnato il suo declino, fino al triste epilogo non verrà mai chiarita. O forse è tutto nitido, poco importa ormai. Io lo voglio ricordare così, per le sue imprese, e per quella mattina di luglio.....
...Per tutto ciò ho fatto un po' di posto nel mio cuore.

domenica, febbraio 10, 2008

LA FOTO DEL GIORNO


Dopo la frase del giorno...La foto del giorno. Una logica conseguenza. Cercherò di proporre, quando possibile, uno scatto curioso, o che mi abbia particolarmente colpito. Fotografie digitali realizzate prevalentemente da me, se da fonte diversa, sarà mia premura segnalare nei particolari la provenienza delle stesse.


Come prima foto: Pausa pranzo...gli sci aspettano al sole (P.sso del Tonale)